Nuove opportunità per fare impresa

Da ormai troppo tempo si parla, a volte anche a sproposito, di quanto possa essere redditizio intraprendere l’attività di allevatori di lumache. Sono oltre 40 anni che saltuariamente, a ondate più o meno lunghe, l’argomento passa di bocca in bocca, entra nella testa della gente e fa presa su quanti, per problemi di occupazione o perchè sono semplicemente stufi di quello che fanno, cercano una svolta nella loro esistenza. La realtà però, lasciatevelo dire, è molto diversa da come viene raccontata, altrimenti, per quale motivo in tutto questo tempo il mercato non si è saturato e non siamo stati sommersi da tonnellate e tonnellate di lumache da gastronomia?

Semplicemente perché sono stati tanti i nuovi allevatori che hanno aperto, e moltissimi, quasi tutti a dir la verità, quelli che hanno chiuso o si sono ridimensionati. Il consumo di lumache, per quanto sia in crescita, è confinato in zone piuttosto localizzate, e trasportare un chilo di lumache anche di soli 100 chilometri, costa quasi quanto il prodotto stesso! A dirla tutta i nuovi allevatori, rassicurati dai contratti di riacquisto, sono diventati semplicemente dei fornitori di coloro che li hanno aiutati a partire fornendo attrezzature, riproduttori e tanti consigli. Si sa che un allevamento in grado di creare un reddito dignitoso, deve estendersi per almeno 5.000 mq anche se sarebbe consigliabile arrivare ad un ettaro, per un costo complessivo che può oscillare tra i 30 e i 60.000 Euro, a seconda delle attrezzature, dell’iniziativa personale e del numero di riproduttori che si è deciso di mettere in campo. In questo scenario, ammesso che la variabile del tempo e dei nemici naturali, che incidono pesantemente sulla buona riuscita di un raccolto, giochi a nostro favore, a chi si potrà vendere una quantità così elevata di prodotto? Senza considerare i prezzi delle lumache di importazione che, grazie ai bassissimi costi della vita e della manodopera, arrivano dai paesi dell’Est in quantità sufficiente a ricoprire il ns. fabbisogno; prezzi che spesso sono 3 volte più bassi di quelli che riusciamo a praticare in Italia, senza rimetterci. E che non mi si venga a dire che la qualità è scarsa! Qualcuno sicuramente produrrà al di sotto degli standard, ma vi assicuro che all’estero ci sanno fare, e molto. E allora? Dove sta questa grande opportunità di business? Sicuramente non nell’allevamento tradizionale, o almeno non solo, e non semplicemente puntando sulla lumaca da gastronomia. Troppi costi di avviamento e troppi rischi d’impresa. Sogno finito? No, tutt’altro!

Innanzi tutto non è necessario spendere tanto per coltivare un sogno, o almeno non quanto si deve spendere per un allevamento tradizionale. Quello che conta però è l’obiettivo. Non lumache da gastronomia, ma caviale di lumaca, che non hanno inventato in Italia ma altrove, e bava di lumaca, ricercatissima per confezionare creme cosmetiche ed integratori alimentari dalle caratteristiche uniche. Cosa serve? Uno spazio al chiuso, anche ristretto, dove posizionare apposite strutture da riproduzione, e tanta voglia di imparare. Cominciare con poco, recuperare velocemente il capitale investito e reinvestire nell’eventuale ampliamento, sono, a nostro giudizio, gli ingredienti basilari per non rimanere con un pugno di mosche in mano.

Per informazioni scrivi a: info@geonature.it

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